Dal blog

Counseling e soft skills


Un binomio inscindibile per le professioni del futuro

Soft skills e lavoro

Per trovare un’occupazione, al di là delle competenze tecniche e disciplinari, sono sempre più richieste competenze comunicative e relazionali adeguate, le cosiddette soft skills, abilità che permettono di interpretare al meglio le esigenze dell’ambiente sociale.

Le soft skills sono quelle competenze trasversali – come, ad esempio, la capacità di ascoltare e di comunicare, di adattarsi, di negoziare, di gestire le emozioni, il tempo, i conflitti e lo stress, di saper lavorare in team, l’empatia, la flessibilità, l’intelligenza emotiva, la leadership, il problem solving, etc. –  che rappresentano un valore aggiunto non solo per l’individuo in se stesso, ma anche per le imprese e le organizzazioni, che ne riconoscono la grande utilità in diversi ambiti lavorativi.

Il counseling tra le professioni del futuro

Questa, in sintesi, la presentazione delle soft skills contenuta in un articolo di Econopoly, un blog de Il Sole 24 Ore che racconta di economia in modo autorevole e documentato. L’articolo parla, poi, di 5 professioni del futuro – attività autonome che si affermeranno nei prossimi anni, centrate sulle soft skills – e, tra di esse, c’è quella del counselor.

Tale menzione rappresenta un significativo riconoscimento nei confronti di una professione ancora poco conosciuta, ma certo in espansione in una società che presenta sempre maggiori complessità, cui il mercato del lavoro può far fronte con tipi di attività capaci di favorire il contatto emotivo e le competenze relazionali.

La centralità della persona è, da sempre, la pietra miliare del counseling: una relazione d’aiuto unica nel suo genere, che promuove il benessere, la salute e una migliore qualità della vita, potenziando le soft skills, agevolando la crescita, la consapevolezza e la capacità di far fronte ai problemi facendo appello alle proprie risorse.

La valorizzazione delle competenze non cognitive nel DDL 2372 dell’11 gennaio 2022

E, a proposito di soft skills, ricordiamo che l’11 gennaio 2022 la Camera ha approvato il Disegno di Legge 2372 relativo “All’introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, nonché dei percorsi di istruzione e formazione personale”. Tale decreto prevede che, a partire dall’anno scolastico 2022-2023, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca “favorisca lo sviluppo delle competenze non cognitive (…), al fine di promuovere la cultura della competenza, di integrare i saperi disciplinari e le relative abilità fondamentali e di migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e depressione scolastica”.

Saranno le singole scuole, autonomamente, a candidarsi e un’apposita commissione ministeriale valuterà le proposte per una sperimentazione triennale. Le istituzioni scolastiche – nella persona dei singoli insegnanti – declineranno nella propria programmazione lo sviluppo delle soft skills da potenziare. Per migliorare la sperimentazione è previsto anche un piano straordinario di durata triennale di azioni formative per i docenti. Al termine della sperimentazione, il Ministro riferirà in Parlamento sul suo esito e saranno redatte le linee guida per tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Il Disegno di Legge, passato al Senato con il numero 2493, è ora in corso di esame nella  7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali).

 

                                                                                                                                                                                                                         Raffaella Turano                                                                                            Counselor professionista avanzata                                                                                  Presidente Aspic Cosenza